E’ strana a volte la vita,
o forse sono semplicemente io ad essere strana, ad essere fuori dal comune, forse mi spiego male, forse non so bene descrivere le cose che penso, che sento, che voglio…
fatto sta che le incomprensioni nascono sempre, quasi sembra che arrivino da sole, che abbiano una loro autonomia, e che decidano loro stesse di comparire, cosi’ all’improvviso…
ho la testa piena di pensieri, e il viso mascherato da giovane donna serena e tranquilla… cavolo bella parola questa: TRANQUILLITA’… quasi non me ne ricordo più il significato…o almeno è il ricordo vago di qualcosa di lontano… no non sono affatto tranquilla, ho un martello pneumatico di parole, frasi, domande, canzoni, punti interrogativi, pensieri, sconnessi e forse a volte senza senso, sicuramente senza logica, qui tutti nella mia testa, tanto che mi chiedo spesso come diavolo facciano a starci tutti… ieri mattina il vaso poi si è riempito e l’ultima goccia l’ha fatto traboccare… e allora ho aperto il rubinetto delle lacrime, e si sa che quello quando comincia non si limita a una goccia, ma lascia cadere tutto quello che c’è, magari lava un pò l’anima, che era diventata di un peso insostenibile…
è un pò come la questione dei quadri che in modo eccellente descriveva in suo libro Baricco…
“Stanno su per anni, poi senza che accada nulla, ma nulla dico, fran, giù, cadono. Stanno lì attaccati al chiodo, nessuno gli fa niente, ma loro a un certo punto, fran, cadono giù, come sassi. Nel silenzio più assoluto, con tutto immobile intorno, non una mosca che vola, e loro, fran. Non c’é una ragione. Perché proprio in quell’istante? Non si sa. Fran. Cos’é che succede a un chiodo per farlo decidere che non ne può più? C’ha un’anima, anche lui, poveretto? Prende delle decisioni? Ne ha discusso a lungo col quadro, erano incerti sul da farsi, ne parlavano tutte le sere, da anni, poi hanno deciso una data, un’ora, un minuto, un istante, è quello, fran. O lo sapevano già dall’inizio, i due, era già tutto combinato, guarda io mollo tutto tra sette anni, per me va bene, okay allora intesi per il 13 maggio, okay, verso le sei, facciamo sei meno un quarto, d’accordo, allora buonanotte, ‘notte. Sette anni dopo, 13 maggio, sei meno un quarto, fran. Non si capisce
E’ una di quelle cose che è meglio che non ci pensi, se no ci esci matto. Quando cade un quadro. Quando ti svegli un mattino, e non la ami più. Quando apri il giornale e leggi che è scoppiata la guerra. Quando vedi un treno e pensi io devo andarmene da qui. Quando ti guardi allo specchio e ti accorgi che sei vecchio…” Quando, io aggiungo, ti accorgi all’improvviso di essere come cristallo, fragile e trasparente, ti accorgi che la tua vita sembra un videogame, ma non sei tu ad avere in mano il joystick, che qualcuno sta vivendola al tuo posto, parlando di te in terza persona, giocando coi tuoi sentimenti, i tuoi affetti, le tue cose, i tuoi vestiti, i tuoi sogni, i tuoi desideri, le tue aspettative, le tue decisioni, le tue certezze….
eppure TU ci sei,
sei li,
insomma
vale a qualcosa,
pensi,
essere in un posto piuttosto che in un altro,
aver preso una strada piuttosto che un’altra,
vale qualcosa
davvero quello che fai,
quello che TU cerchi affannosamente di costruire,
oppure sono solo castelli di sabbia e tanto vale fare meno sforzo e lasciarsi trasportare dagli eventi, dal vento, dalla corrente,
dalle persone che ti stanno intorno e che vivono al tuo posto?….
sono fragile in questo momento, e vulnerabile, mi sento a volte la sensazione di una testa che è li li per scoppiare,
di un equilibrio che a momenti sta per rompersi,
credo a volte d’esser vicina ad impazzire,
e non so quanto si possa giocare con la mia pazienza,
il limite credo ci sia a tutto, i limiti sono confini travestiti da limiti diceva qualcuno…. e il confine non so perchè ma lo sento vicino e non so se poi esiste ritorno…
forse ho sbagliato a scender giù dai miei…
avevo li a Verona la solitudine, qui il caos,
forse infondo son più sola qui…
forse sbaglio a interpretare ciò che mi vien detto,
forse non son capace a certe cose di dire BASTA,
forse non so esser dura quando si dovrebbe e lascio che
il peso di chiunque,
i problemi di chiunque,
la rabbia di chiunque,
le indecisioni di chiunque,
i dubbi di chiunque,
i casini di chiunque,
le ansie di chiunque,
mi stiano sulle spalle cercando di tenerli su, e mi vien l’immagine di una formica che tenta di tener sulle zampe un pianeta senza restarne schiacciata…
ho un marito meraviglioso, un bambino per cui darei la vita, un suocero e una suocera da far invidia a tutte le nuore del mondo, ho salute e intelligenza….
questo dovrebbe bastare ad esser felici,
ma perchè io non ci riesco?
forse la risposta è davanti ai miei occhi ma io non so vederla,
o non voglio vederla…
non lo so…
ma so che ho bisogno di un pò di tranquillità…



2 Commenti a “A.A.A. TRANQUILLITA’ CERCASI -DISPERATAMENTE-”

  1.   ariolante scrive:

    A chiunque capitano dei momenti “no”. Forse questo è il tuo momento no, magri, domani aprirai gli occhi ed andrà meglio! Tu stessa affermi che non ti manca nulla x essere serena… Passerà :-)

  2.   lovati.emanuela scrive:

    Tesoro sono a fianco a te, e non perchè sono più forte di te, ma solo perchè cammino con te, prendi la mia mano e non lasciarla mai…

    Ti voglio bene

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